Teatro Per Casa
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Terra di Rosa

di e con Tiziana Francesca Vaccaro

Durata 75 minuti

La storia di Rosa Balistreri, cantante folk siciliana che negli anni ‘70 è stata tra i grandi protagonisti della riscoperta della canzone popolare. Una donna forte e coraggiosa che con la sua voce ha denunciato e osannato, odiato e amato la terra di Sicilia.

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Lo spettacolo nasce dall'incontro con la Cantatrice del Sud, Rosa Balistreri, e la sua storia. Figura decisiva del folk siciliano degli anni '70, Rosa è tra i grandi protagonisti della riscoperta della canzone popolare. Povera e orgogliosa, varcò i confini in cerca di fortuna, imparò a prendere una chitarra in mano e a gridare in faccia a tutti quello che pensava. Cantava nei campi, in mezzo alla terra, sin da piccola Rosa, tra un raccolto e l'altro, mentre suo padre le diceva: "smettila cu stu cantu, i fimmini non cantunu, cantunu sulu i buttani!". Cantava,e il marito la picchiava e gli uomini abusavano di lei. Cantava e cresceva Rosa, nella sua Licata mafiosa e fascista. Cantava di liberazione e rivoluzione, e il suo canto risuonava per tutta la Sicilia, come un urlo. Urlo come racconto, memoria, strumento che disvela ciò che si cela dietro le consuetudini, le violenze quotidiane, la società sorda. Una vita sempre in prima linea, senza cedere mai, scontrandosi e pagando di persona, il suo tempo e le sue regole, ma credendo fermamente nell’amore, crudele ma indispensabile, motore di una vita. "Vogliu spaccari, spaccari li cieli pì fari chioviri, chioviri amuri. "Una donna scomoda e fuori dal suo tempo, perché ne percepiva tutte le contraddizioni, le iniquità, le oppressioni, le discriminazioni di un patriarcato che metteva a tacere le donne, dividendole tra sante e buttane. Donne che esistevano solo in quanto "figlie di" o "mogli di". Rosa che non si è mai adeguata, non ha mai incarnato il ruolo che famiglia e società avevano fissato per lei. Rosa che impara a leggere e a scrivere all’età di 22 anni perché comprende quanto sia importante sapere, per non essere più schiava. Rosa che con la sua voce ha girato il mondo con i piedi sempre ben piantati nella sua terra d’origine, per non perdere mai il contatto con la vita, vita difficile, vita aspra, vita appassionata.

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Tiziana Francesca Vaccaro nasce a Catania nel 1984.
Si diploma nel 2008 all'Accademia d'Arte Drammatica “Umberto Spadaro” del Teatro Stabile di Catania diretta da Lamberto Puggelli. In costante formazione e trasformazione e, spinta dal desiderio di unire le sue due grandi passioni, il teatro e il sociale, nel 2014 consegue il Master di Teatro Sociale e di Comunità presso l'Università di Torino e al momento collabora a diversi progetti nell'ambito di teatro e promozione della salute e in diverse comunità di Milano e Torino (bambini, adolescenti, disabili, ecc.).
In veste di attrice e conduttrice di laboratori, collabora in équipe al progetto Teatro degli Incontri diretto da Gigi Gherzi, laboratorio d'intervento sociale e di spettacolo all'interno della zona di Via Padova di Milano, creato dalla necessità di partire dal rapporto tra migranti e abitanti italiani della città. Lavora inoltre con la compagnia Qui e Ora Residenza Teatrale, attiva sul territorio della bergamasca, come attrice e social media manager. Collabora infine con la compagnia teatrale siciliana Sciara Progetti nella costruzione di laboratori teatrali e spettacoli nelle scuole e più in generale di progetti artistici.

Terra di Rosa

Un' attrice e un tecnico in regia. 3x3 metri di spazio scenico.

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Rassegna Stampa

Milano Teatri

09|05|2018

"... Vaccaro fornisce senza dubbio una buona prova d’attrice: cimentarsi nell’interpretazione di Rosa dando realmente corpo ad una voce impegnativa e tecnicamente complessa come quella della Balistreri richiede coraggio e padronanza, plauso al merito." - Beatrice Marzorati

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Piero Ferrante, Narcomafie

05|07|2017

In Terra di Rosa c’è tutto. E il tutto è chiaro e riconoscibile. Nella povertà estrema e ricercata della scenografia, tanto essenziale da restarne inebriati, come se ogni elemento, anche il più insignificante, vivesse di proprio significato. Nelle musiche che non cedono una sola volta al barocchismo. Nell’espressività lacerante dell’attrice, sui muscoli del cui viso le emozioni paiono ombreggiate da un qualche dio primitivo, che le ha date in dote, identiche, a tutti gli uomini e a tutte le donne di Meridione. È importante, TdR. Ed è uno spettacolo che ci coinvolge tutti. Perché ci spalanca in faccia l’evidenza spietata di un mondo cinico che non cresce mai.

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Krapp's Last Post

04|07|2017

... merito della Vaccaro di interpretare Rosa con una passione e una forza travolgenti, utilizzando voce e mimica, rendendoci non solo spettatori di una vita, ma anche compagni partecipi della lotta. Intensa e vera, i suoi sguardi e la sua voce ci portano dall’assolata Sicilia fino al tour di Rosa e al suo successo." - Silvia Limone,

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Q Code Magazine

13|06|2017

"La protagonista guarda il pubblico negli occhi ad ogni colpo di scena, ti guarda dentro e ti estorce tutte le lacrime, ti esorta ad ascoltare, ti permette di sorridere, ti invita a partecipare. [...] T.V. ha cucito una regia fatta di luci e voci, quelle che vengono dalla pancia, quelle digerite dallo stomaco, quelle vomitate di bile e sbarre alle finestre. [...] La storia che ci viene raccontata ci chiede di guardarci allo specchio, di sentirci pugno di terra in faccia alle ingiustizie, ci chiede di urlare la verità a costo della vita, ci chiede di riconoscerci nella nostra voce e di ricercare le ragioni per cui le parole escono e incontrano gli altri." - Gabriella Ballarini,

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Rumorscena

04|02|2017

... la generosità di T.F.V. la porta a una drammaturgia difficile, che indugia per buona parte dello spettacolo sugli anni più duri della vita di Rosa raccontati fra candore e ironia, nel colore caldo e confidente del dialetto e di una lingua popolare fatta di saggezza e arguzia contadina..." - Francesca Romana Lino,

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