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Tempi maturi

Di Allegra de Mandato con Emanuele Arrigazzi

Durata 50 minuti

Un monologo che racconta una vita. Realtà e finzione che s’intersecano. Il mondo dello sport e la nostra storia contemporanea. La paura di non farcela e le scorciatoie. Una performance in bilico su dei rulli liberi, il rischio di cadere è costante, la metafora si fa carne.

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Recitare sulla bicicletta sui rulli liberi richiede sicuramente un esperienza atletica e tecnica pregressa, pedalare sui rulli liberi richiede anche per un atleta di alto livello una grande concentrazione. L'attrito della ruota sul rullo è cosi minima che il manubrio che guida la bicicletta è soggetto a variazioni di direzioni sensibilissime, basta un leggerissimo disequilibrio e la ruota anteriore scende dal rullo e provoca una caduta. Che può essere con conseguenze più o meno pericolose. Quindi la recitazione è si ovviamente scandita dalle intenzioni dettate dal personaggio, ma il ritmo di battuta segue lo sforzo fisico e il fiato e la performance fisica la guida e l'attenzione dello sguardo costantemente sul rullo per non perdere equilibrio costringono l'interpretazione a non essere mai retorica ma il vera e urgente. Non esiste spazio a una recitazione virtuosa se non nel suo essere cosi cruda e sincera. E di conseguenza la scelta di affidarmi al solo suono del rullo e della bicicletta e della voce che in un flusso continuo senza quasi prendere fiato come in una folle corsa a inseguire i pensieri come un animale in gabbia un criceto che gira nella sua ruota.

Le parole inseguono il sudore, la stanchezza e la fatica, ma volano più alte in una storia che cerca di essere umana troppo umana, di raccontare non un eroe, ma solo un uomo, misero, mediocre, che cerca di stare a galla, ma anche combattivo e vivo alla ricerca disperata di una felicità, quell’ossimoro che forse siamo tutti, vogliamo solo essere disperatamente felici.

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Emanuele Arrigazzi e Allegra de Mandato, sono rispettivamente attore e drammaturga, li unisce una collaborazione che parte nel 2006 e continua tutt’oggi, li unisce un amore fortissimo per le storie e per il tentativo di sinergia tra i linguaggi, hanno una formazione teatrale, letteraria e cinematografica che gli permette di creare progetti che vadano ad unire una multilinearità e di entrare in linguaggi diversi. Collaborano stabilmente con La casa degli alfieri e dirigono il festival teatrale “Il borgo delle storie” a Garbagna (AL)giunto alla terza edizione.

Allegra de Mandato Drammaturga e sceneggiatrice, si laurea in Lettere Moderne all’Università di Bologna e, nel biennio 2006-07, frequenta il Master della Regione Emilia Romagna in Drammaturgia per le performings arts “LUS”, diretto da Marco Muller. Nel 2007 è tra i selezionati del Corso di Alta Formazione per Sceneggiatori “Rai Script”. Scrive spettacoli teatrali, tuttora in distribuzione, come appunto TEMPI MATURI, PUÒ UNA BICICLETTA VOLARE? (produzione 2015-16 della Casa degli alfieri) e STOCCOLMA e BUONI PROPOSITI .Oltre a essere drammaturga e dramaturg, è anche sceneggiatrice di documentari e lungometraggi (IL MARE CHE NON MI ASPETTAVO, in programmazione su Sky) e fa parte del gruppo di drammaturghi “CRISI”, coordinato da Fausto Paravidino, e di quello del progetto “Menzogna” di Antonio Latella.

Emanuele Arrigazzi: Attore diplomato all’accademia dei filodrammatici ha lavorato tra gli altri con Bruno Fornasari.Verner Waas, Manuela Cherubini, Corrado D’Elia, Patrick Caputo, Fabrizio Parenti, Nenad Prokic, Massimo Navone, Alberto Giusta, Giancarlo Zanetti, Ugo Gregoretti,
Al cinema e in televisione ha lavorato con Pierfrancesco Favino, Edoardo Gabbriellini, Luca Barbareschi, Claudio Bonivento, Alberto Negrin, Massimo Venier...Come regista firma i suoi monologhi Groppi d’amore nella scuraglia di Tiziano Scarpa, il poema dei lunatici di Ermanno Cavazzoni, Il mio doping, monologhi di teatro di narrazione.

Tempi maturi

Un attore solo. 2x2 metri di spazio scenico. Oggetti di scena: Una bicicletta e i rulli. Una luce vincolata allo spzio scenico

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Rassegna Stampa

Rumor(s)cena

09|03|2019

"Spettacolo interpretato con densa nitidezza da Arrigazzi, che ne firma anche l’efficace regia valorizzando la stratificata e intensa drammaturgia di Allegra de Mandato...Per cui, l’assorto Arrigazzi ha agio d’instillarvi congeniali venature di espressiva asperità, increspata di rabbiosa amarezza: che tuttavia stacca e lascia indietro a bruciare nell’aria, sull’onda continua delle sue pedalate; mentre le sfumature del suo dire flettono verso tonalità schiarite, sottolineate dai barbagli di tenue dolcezza che si colgono nei suoi occhi ....La scrittura della de Mandato, d’altro canto, offre un continuum di riflessive ma irrequiete parole, declinate in sequenze di mobile taglio cinematografico che ne concatenano in guisa ottimale la svariante episodica e problematica: cosicché un tal dinamismo di montaggio fa risaltare pure il tracciato sottopelle di complessa fibrillazione in itinere del protagonista, conferendogli un’organicità a tutto tondo di palpabile spessore." Damiano Pignedoli

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Recensito.net

13|02|2019

"Il protagonista corre, ininterrottamente in questo equilibrio precario, nel flusso del racconto di Arrigazzi, attore di razza, sempre concentrato e coriaceo ma anche permeabile alle emozioni che passano dalle parole sudate alle ruote e da queste al nostro ascolto sempre più partecipato: siamo tutti in bici con lui, tifiamo per lui, il nostro antieroe... “Tempi maturi” ha una grande scrittura alle spalle e un grande interprete sul palco. “Tempi maturi” è una dose di coraggio, è una spinta a non abbattersi, è un incentivo a pedalare anche quando non ce la fai più, anche quando, soprattutto, la salita si fa più ripida. I tempi sono maturi per vincersi, per battersi, per respirare: commovente." Tommaso Chimenti.

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