Teatro Per Casa
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Il mio occhio destro ha un aspetto sinistro

di e con Ivan Talarico

Durata 55 min

Arriva uno spilungone con baffi, ciuffo laterale e chitarra, apparentemente serissimo, che inizia con perfetto aplomb a emettere suoni e parole folli. La gente rimane per un attimo smarrita, poi inizia a ridere, non smette più, si muore dal ridere. Ma quel gioco di associazioni verbali, quelle concatenazioni assurde di parole hanno una loro fondata intelligenza, un’arguzia evocativa di reale vita vissuta, come nel teatro di Bergonzoni. (Enrico De Angelis, Club Tenco)

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Uno spettacolo di canzone-teatro, composto da brevi monologhi, poesie, canzoni cantabili, canzoni non cantabili e canzoni onomatopeiche. L'intenzione è quella di mostrare la drammaticità della vita e dei sentimenti. Il risultato fa ridere, quindi è un fallimento dell'intenzione.

La paura dei mocassini, un discorso che s'inceppa per non finire, la morte come forma ideale di meditazione, l'amore prima dell'amore, l'escatologia del pesce in scatola. Argomenti che in questo concerto diventano canzoni sorprendenti e inaspettate, ricche di giochi di parole, paradossi, sentimenti profondi e vocalizzi incomprensibili. Ivan Talarico canta a perdifiato, suona, chiacchiera, ma soprattutto cerca disperatamente il senso di tutto ciò. Il pubblico se ne accorge e ride. E il senso, per fortuna, è perduto.

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L'ATTORE

Nato sul lago di Como nell’81, cresciuto nella presila catanzarese, Ivan Talarico vive a Roma, in cerca di una via di mezzo. Nel ‘99 fonda la compagnia DoppioSenso Unico assieme a Luca Ruocco, con cui scrive e mette in scena cinque spettacoli teatrali. Capisce che è un errore impegnarsi nel teatro, ma diabolicamente persevera. I successi sono episodici ed economicamente comici. Per sopravvivere si impegna quindi in tanti lavori diversi e quando non ci riesce muore per brevi periodi. Scrive prolissamente brevi racconti e poesie, raccolti in due libri pubblicati da Gorilla Sapiens Edizioni. Suona chitarre e pianoforti senza esserne veramente padrone, convinto che sia necessario non saper suonare bene almeno due strumenti. Scrive canzoni che non lo rendono famoso, ma lo portano a vincere il premio per il Miglior Testo a Musicultura 2015, a essere chiamato come ospite al Premio Tenco 2016. Fa concerti in giro per l’Italia, è stato ospite di Fiorello a Edicola Fiore e i suoi brani sono passati su Radio1 e Radio3. Spinto da Claudio Morici, col quale collabora in reading e spettacoli, scrive le canzoni onomatopeiche, che lo portano ad essere popolare tra gli incompresi. La morte apparente ne ha agevolato l’impalpabile successo.

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