Gioconda
di e con Cristina Aubry
Durata 60 minuti
Si tratta di un racconto teatrale dove l'attrice partendo dal suo personaggio (Gioconda) dà corpo e voce a tutti i personaggi della propria storia anche in forma dialogica. I pensieri , le emozioni, le riflessioni si mischiano a scene esterne e ambientazioni diverse e lo spettatore segue lo svolgersi della storia stando al gioco senza difficoltà.
Gioconda ha quasi sessant’anni e si destreggia in una vita convulsa tra un padre anziano che perde colpi, una storica amica del cuore fino al paradossale mondo della scuola e le bizzose quindicenni a cui fa mettere in scena la Lisistrata . Tutto nella vita di Gioconda è un fallimento quando irrompe in un parco un incontro non previsto. Attraverso il dialogo immaginario con questo misterioso personaggio Gioconda farà i conti con un passato mai emerso arrivando a toccare emotivamente ciò che è rimasto in sospeso. Secondo la modalità del racconto teatrale l’attrice darà voce e corpo a racconto , ricordi e dialoghi dipingendo vizi e virtù dei vari personaggi della storia.
Cristina Aubry.
Attrice, doppiatrice, regista In teatro è protagonista dagli anni ’90 di spettacoli di autori classici e contemporanei italiani e stranieri. Per Radio2 partecipa a varietà radiofonici di A. Dose e M. Presta e dal 2000-2004 è protagonista di “Teatrogiornale” di R. Cavosi per Radio3. Per il cinema partecipa tra gli altri a “Caro Diario” regia di N. Moretti, “Il portaborse” regia di D. Luchetti, “Nella mischia” regia di G. Zanasi, e per la televisione a varie fictions : “Un posto al sole” , “La squadra” ,“Distretto di polizia 5” ,“Carabinieri 5”, “Caterina e le sue figlie 2” ,“Nebbie e delitti 2” ,“Terapia d’urgenza” ,”La dottoressa Giò”, “Il nido”, “Liberi tutti”, ”La guerra mondiale italiana”, “Il paradiso delle signore” Dal 2011 insegna regolarmente in varie scuole di teatro professionali. Nel 2014 è la voce di Dadina ne “La grande bellezza” di P. Sorrentino per il quale riceve il Nastro d’Argento 2014.
Gioconda
"La pièce è profonda e commovente. Ma sa essere divertente e racconta la “vita” com’è davvero senza invenzioni: la più incredibile tragicommedia della drammaturgia antica e contemporanea. Un elenco infinito di fatti seri ed esilaranti che ogni autore deve solo trascrivere e rilegare in brossura. Gioconda se ne sta spesso sulla sua panchina al parco, guarda la vita che le scorre davanti senza pause. “Guarda e si lascia guardare” come ci dice il personaggio di questa messinscena. Poi c’è quella scolaresca che ai classici preferisce gli horror e i selfie e gli accenti buttati come una manciata di miglio per uccelli famelici. E poi c’è il preside Fusco: pieno di idee e scarso di soldi. Insomma tutti problemi che si inspessiscono proporzionalmente al liscio delle gomme dell’auto da sostituire." Salvatore Miraglia
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